2.8 Metabolismo basale e gravidanza
mamme
10 Ottobre 2009 amministratore

2.8 Metabolismo basale e gravidanza

Per metabolismo basale intendiamo la quantità di energie consumata in 24 ore. Ovviamente, questo consumo aumenta in gravidanza (20/30° circa) mentre torna ad essere normale durante l'allattamento.

Per metabolismo basale intendiamo la quantità di energie consumata in 24 ore. Ovviamente, questo consumo aumenta in gravidanza (20/30° circa) mentre torna ad essere normale durante l'allattamento. Al contrario, registriamo una diminuzione delle capacità ossidative dell'organismo e dell'eliminazione dell'urea nell'arco delle 24 ore. Soffermiamoci quindi a cogliere le variazioni che si attuano a livello del metabolismo delle diverse sostanze ingerite dalla madre:
- i grassi sono accumulati sotto forma di depositi sottocutanei che iniziano a formarsi molto presto quali importanti riserve di energia, pari al 50% del fabbisogno totale, e raggiungono valori ottimali intorno al 7°/8° mese di gravidanza: in questo modo, l'organismo materno si protegge da eventuali esigenze che improvvisamente il corpo può ritrovarsi a dover soddisfare;
- le proteine sono essenziali per lo sviluppo dell'uovo e del feto e di quegli organi, come l'utero e le mammelle, soggetti ad ingrossamento (iperplasia). A differenza dei grassi, non abbiamo alcun accumulo se non per l'albumina presente nel sangue. Consigliamo quindi un controllo periodico del tasso proteico nel sangue, in modo che ne possa essere garantito l'apporto attraverso una dieta adeguata;
- gli zuccheri sono condizionati nel loro metabolismo dal lattogeno placentare, un ormone che, prodotto dalla placenta, ostacola l'azione dell'insulina, ossia l'utilizzo del glucosio da parte dei tessuti: in questo modo, sono meno utilizzati e restano a disposizione per eventuali carenze, così come sono facilmente utilizzabili dal feto, in quanto riescono ad attraversare agevolmente la barriera rappresentata dalla placenta. Sottolineiamo che i grassi accumulati nei tessuti e gli zuccheri e grassi semplici del sangue hanno caratteristiche diverse: i primi vengono utilizzati per esigenze a lunga scadenza, mentre i secondi possono rispondere a necessità immediate;
- le vitamine non sono accumulate dall'organismo materno e non ne è mai stata registrata una mancanza, sebbene durante la gravidanza ne aumenti il fabbisogno, in quanto garantiscono l'attività degli enzimi cellulari;
- l'acqua contenuta nel corpo materno aumenta molto, in quanto una parte viene assorbita dal feto e dal liquido amniotico, mentre l'altra è trattenuta dai tessuti materni, quali mammelle ed utero, soggetti ad ingrossamento. In alcuni casi, inoltre, possiamo riscontrare accumuli di acqua in certe parti del corpo che vanno a formare gli edemi. Parlando in termini di quantità, abbiamo riscontrato un aumento di 7,5 litri di riserva idrica nelle prime trenta settimane in una gestante normale, 7,8 litri nella gestante con edemi agli arti inferiori fino ad un apice di 11 litri nella gestante con endema generalizzato. Dobbiamo sottolineare che l'endema diffuso indica una forma patologica, mentre gli endemi delimitati possono anche essere sintomo di fenomeni morbosi, ma generalmente sono causati da fattori diversi (stasi venosa negli arti inferiori, trasudazione di acqua nei tessuti oppure, se il tasso proteico del sangue scende al di sotto di certi limiti, il sangue tende a cedere acqua ai tessuti;
- i minerali, come le vitamine, non vengono accumulate, sebbene risultino leggermente aumentate. Fanno eccezione il ferro, utilizzato per lo sviluppo del feto, per la formazione dei nuovi tessuti materni e per l'aumento di globuli rossi, ed il calcio, utile durante l'allattamento. Pertanto è utile una dieta adeguata arricchita da queste sostanze minerali.

 

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