3.10 Il lavoro in gravidanza.
Si tratta di un argomento abbastanza complesso e che andrebbe approfondito notevolmente; noi ci limitiamo ad accennare ad alcuni problemi. Innanzitutto la salute della donna gravida è tutelata, in parte, dal punto di vista legale; si prevede infatti che non possono essere adibite al lavoro le lavoratrici madri: 1) nei due mesi che precedono la presunta data del parto 2) nei tre mesi successivi al parto. Inoltre se la donna svolge mansioni pericolose per la gravidanza e non può essere adibita a lavori più leggeri, il congedo viene anticipato di tre mesi. Se poi sopravvengono ulteriori complicazioni patologiche l'Ispettorato del lavoro può decidere di anticipare ulteriormente il congedo stesso. Rimane comunque irrisolto il grosso problema delle donne che si trovano a lavorare in condizioni di elevata tossicità chimica che può avere conseguenze tragiche sulla salute, oltre che della donna, anche del feto. Ci sono comunque lavori che non comportano particolari pericoli ed allora si può ritenere che in tali condizioni alla donna si offra la possibilità di superare la sensazione di vivere uno stato di malattia. Per quanto riguarda i lavori domestici, considerato che la donna è parzialmente libera da obblighi contrattuali, può in questo caso cercare di organizzare adeguatamente la sua routine domestica, tenendo presente in ogni caso che deve evitare lavori pesanti.