1.14 Il bambino nel primo mese di vita
Il primo mese di vita del neonato: il pianto
10 Ottobre 2009 amministratore

1.14 Il bambino nel primo mese di vita

Ciò che maggiormente allarma, nel primo mese di vita del bambino, procurando ansia e tensione, sono le grida di pianto che avvolgeranno la casa nel momento in cui il bebè avrà la necessità di comunicarvi

Ciò che maggiormente allarma, nel primo mese di vita del bambino, procurando ansia e tensione, sono le grida di pianto che avvolgeranno la casa nel momento in cui il bebè avrà la necessità di comunicarvi un suo bisogno o una sua sensazione interna che lo spaventa, essendo, specialmente all'inizio, tutto nuovo e sconosciuto per lui. E' importante mantenere la calma affinché si possa più rapidamente individuare la causa del pianto, che può essere tanto fisica, come la fame, il freddo o un dolore, quanto emotiva come a risposta di un evento esterno inatteso che lo ha turbato o ad un improvviso senso di abbandono e solitudine. Nel caso in cui sia la fame, poiché sono trascorse circa due ore dall'ultima poppata, il pianto del bambino è inconsolabile: dargli il nutrimento, attraverso il latte e l'allattamento artificiale o al seno, di cui ha bisogno, è l'unico modo per calmarlo. Se fosse ancora presto, è auspicabile provare a dargli dell'acqua o della camomilla, con il biberon: spesso il bambino ha semplicemente sete. Se la causa fosse il freddo, sicuramente può accadere quando viene accompagnato in una passeggiata: in questo caso il pianto indica un desiderio di riparo, la richiesta di un luogo caldo. Se invece piange quando è spogliato per fare il bagnetto, la causa è da ricercare nel fastidio della sensazione di nudità che prova: per calmarlo, è sufficiente utilizzare un asciugamano o uno scialle per coprirlo. Va sempre data un'attenzione particolare all'abbigliamento del bambino, che non deve essere troppo pesante, né troppo leggero per il clima. Un improvviso ed intenso pianto può invece essere causato da un dolore fisico: prenderlo, in braccio, cullarlo, coccolarlo, massaggiandogli il corpo può essere una strategia. Se non smette, è consigliabile consultare il pediatra. Stanchezza e tensione possono essere altre cause per una vera e propria crisi di pianto: il bambino è continuamente soggetto a stimoli diversi (ad es. luci, rumori, mani che o toccano e così via) che sono vissuti serenamente quando il bambino è tranquillo, sazio, rilassato, mentre divengono la causa per un pianto liberatorio quando è agitato, cosicché possa ricreare internamente equilibrio ed armonia. Può anche accadere che la causa scatenante il pianto sia il senso di solitudine e la disperazione che prova per la mancanza della madre: il vuoto che sente può essere colmato prendendolo in braccio, coccolandolo e facendogli ascoltare il battito del cuore. La difficoltà a prenderlo in braccio può essere ovviata utilizzando un marsupio che consente di occuparsi di lui e nel contempo di altre faccende o questioni.

 

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