Non ci sono soluzione alternative all'apertura della p. iva? - parte II
n.
482 - 06/01/2005
Quesito
Egr. dottore, la ringrazio anzitutto per la sua disponibilità e collaborazione (parere: Non ci sono soluzione alternative all'apertura della p. iva? - parte I).
Vorrei porle in verifica un ulteriore soluzione: mettiamo il caso che un mio amico abbia una società, una casa di produzione (quindi con partita iva e tutto il necessario), potrei aprire il sito e lavorare figurando come collaboratore esterno di tale società?
In quel caso è necessario che abbia un p.iva personale oppure posso utilizzare quella della società a cui mi appoggio?
Come sarebbe la tassazione fiscale in questo caso?
Cosa succederebbe al mio sito (e a me stesso) se la società del mio amico fallisse?
Oppure è legale se apro il sito, al momento del pagamento delle discoteche uso la partita iva della società del mio amico senza che abbia alcun contratto con questa società?
In poche parole, qual è la soluzione più conveniente per sfruttare l'appoggio della società del mio amico?
Egr. Dottore, in merito agli ulteriori chiarimenti richiesti, Le ribadisco la necessità di avere la partita iva anche come collaboratore esterno di una società.
Infatti, in linea generale, un contribuente è da qualificare lavoratore autonomo, con tutte le conseguenze fiscali e contabili che ciò comporta, se non risulta alle dipendenze di un datore di lavoro.