Accertamento del bene strumentale
n.
217 - 31/08/2004
Quesito
Innanzitutto La saluto caramente, la Società che rappresento ha già avuto modo di beneficiare di suoi pareri, sempre puntuali e precisi, che sicuramente ci porteranno a risolvere a ns. favore contenziosi con l'Agenzia delle Entrate.
La interpello per un'ulteriore torto, a ns. avviso, al quale suddetta Agenzia vorrebbe sottometterci.
In breve, nel 2002 acquistiamo un nuovo mezzo aziendale immatricolato dalla motorizzazione civile come autocarro (N1) e come tale lo inseriamo nei modelli di richiesta per il rimborso del credito d'imposta a noi spettante all'epoca.
A marzo u.s. subiamo un accertamento da addetti dell'Agenzia i quali, senza offrire la disponibilità ad un contraddittorio, ci contestano quota parte della compensazione da noi effettuata, adducendo il motivo che il mezzo in questione (Fiat Doblò Cargo 1.9 JTD) non è un autocarro, quindi contraddicendo di fatto quanto dichiarato dalla motorizzazione civile, in quanto le sbarre di separazione tra la zona adibita al trasporto di persone e di cose sono posizionate in maniera tale che vi è prevalenza della prima zona sulla seconda.
A seguito di questo verbale (incontestabile) ci è pervenuta la notifica del verbale e la richiesta di restituzione di quanto impropriamente (secondo l'Agenzia) compensato.
Un suo autorevole commento ci aiuterebbe a meglio definire la ns. linea di ricorso che stiamo allestendo, ma soprattutto aiuterebbe a porre chiarezza su problematiche di ordine quotidiano che crediamo affliggano altre realtà imprenditoriali di questo ns. sempre meno tutelato Meridione.
Nel caso da Lei prospettato, il recupero fiscale è illegittimo, secondo me, perchè un ufficio tributario non può sostituirsi alla motorizzazione civile, unico ufficio competente all'accertamento del bene strumentale.