economia
10 Ottobre 2009 amministratore

Rottamazione delle cartelle esattoriali - termini per sottoscrivere l'atto di definizione

n. 364 - 20/11/2004


Quesito
Gradirei un suo parere in merito ad una vicenda spiacevole capitata ad un mio cliente riguardante la c.d. rottamazione delle cartelle esattoriali.
Il cliente ha provveduto al pagamento del 80% del 25% del debito complessivo entro il 15/05/2003 (I^ rata) e pensando che il pagamento della II^ rata fosse dovuto esattamente un anno dopo (la scadenza iniziale della I^ rata era del 16/04/2003, successivamente prorogato al 16/05/2003) si è recato in esattoria il 16/05/2004 per pagare il restante 20% e l'Esattoria non ha accettato il pagamento in quanto secondo loro il Condono non era più valido e di conseguenza la I^ rata versata andava in acconto al debito iniziale (100% dei ruoli).
Qualche giorno dopo dietro consiglio della stessa Concessione il cliente ha versato la somma restante tramite bollettino F35 intestato alla COncessione, presso l'Ufficio postale, riportante nella causale la dizione 'saldo restante 20% condono ruoli pregressi'.
Successivamente ho scoperto che secondo la Legge se avesse pagato la I^ rata dopo il 25/06/2003 avrebbe potuto pagare il saldo entro 18/04/2005, mentre avendo pagato prima prima del 25/06/2003, come nel caso in oggetto, avrebbe dovuto saldare la restante parte (20% del 25%) entro il 16/04/2004.
Addirittura viene premiato chi ha pagato dopo gli altri.
Secondo lei il Condono per i ruoli pregressi ai sensi dell'art. 12 della L. 289/2002 è valido in presenza del pagamento della I^ rata (80% del 25% del debito)?
Secondo lei il ritardato versamento della 2^ rata è sanabile?
Grazie per il suo parere.

Parere In effetti, le continue modifiche legislative con le conseguenti proroghe dei termini non solo hanno determinato sconcerto ed incertezze tra i contribuenti ed i professionisti (vedi articolo 'date incerte per le sanatorie' in Il Sole 24-Ore del 15/05/2004, pag. 27) ma, inoltre, hanno determinato situazioni aberranti, come quelle da Lei segnalate, al limite della incostituzionalità.
In effetti, il termine per sottoscrivere l'atto di definizione con cui ci si impegnava verso il concessionario a valersi della definizione agevolata con il pagamento forfettario del 25%, pagando contestualmente almeno l'80% delle somme dovute, era fissato al 16 aprile 2004; inoltre, restava fermo il termine del 16 aprile 2004 per il pagamento del residuo, ai sensi e per gli effetti dell' art. 12 della legge n. 289 del 27/12/2002, e successive modifiche ed integrazioni.
In questo modo, in sostanza, entro il 16 aprile 2004 si doveva pagare l'intero importo dovuto.
Invece, per i contribuenti che non avevano eseguito al 25/06/2003 alcun versamento, il residuo importo poteva essere versato entro il 18/04/2005, maggiorato degli interessi legali a partire dal 17/10/2003 (la misura annua da applicare è del 3% fino al 31/12/2003 e del 2,5% dall'01/01/2004), creando quell'assurda situazione che Lei ha opportunamente evidenziato e che, peraltro, ho fatto presente in vari miei articoli in tema di condoni fiscali oltre che indicarlo nei miei vari quadri sinottici, che può interamente scaricare dal mio sito (Quadri sinottici).
In ogni caso, il tardivo versamento del 20% eseguito dal Suo cliente non è, secondo me, invalido in quanto manca nella normativa in questione (art. 12, comma 2, cit.) una tassativa previsione di decadenza e, quindi, il condono deve a tutti gli effetti ritenersi valido, insieme ai versamenti effettuati seppur tardivi.

 
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