La Befana e l'anno vecchio
La Befana coincide in certe tradizioni, con la rappresentazione femminile dell'anno vecchio, pronta a sacrificarsi per far rinascere un nuovo periodo di prosperità.
Questa festa ha però assunto nel tempo, anche un significato lievemente diverso. Nella cultura italiana attuale, la Befana non è tanto vista come la simbolizzazione di un periodo di tempo ormai scaduto, quanto piuttosto come una sorta di strega buona che premia o punisce i bambini.
Festività sentita, fino a qualche decennio fa, molto più del Natale, la Befana, rispetto a Babbo Natale, ha il potere educativo di punire i bambini cattivi in maniera evidente. Alla vigilia del 6 gennaio infatti i bambini appendono le loro calze di lana al camino, o alle finestre, aspettando trepidanti il giudizio della Befana. La calza di lana non è un indumento casuale, ma simboleggia la protezione indispensabile dal freddo invernale, un aspetto fondamentale nella vita dei contadini.
I bambini buoni riceveranno ottimi dolcetti e qualche regalino, ma quelli cattivi solo il temutissimo carbone, che simboleggia le malefatte dell'anno passato. Il potere psicologico della Befana sui bambini è quindi molto forte ed i suoi aspetti pedagogici non vanno di certo trascurati.
Nonostante il suo aspetto severo e spaventoso questa vecchia strega però è adorata dai bimbi, che nell'attesa del suo arrivo recitano la poesia:
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La Befana vien di Notte
Con le scarpe tutte rotte
Il cappello alla Romana
Viva! Viva! La Befana!
In alcune regioni, come il Lazio, la Befana è una figura molto importante ed intorno alla sua festa si svolgono importanti fiere culinarie, ma è anche l'ultimo giorno di vera festa, l'ultimo in cui si tiene l'albero di Natale a casa. Addirittura, in molte regioni d'Italia, c'è l'usanza, anche tra gli adulti, di scambiarsi dei regali più modesti rispetto a quelli del 25 dicembre, oppure, soprattutto tra innamorati, cioccolatini e caramelle.