LA FESTA DELLA MAMMA
A mio avviso, la Festa della Mamma, come la Festa della Donna, forse in modo del tutto deviato rispetto ad ogni buona intenzione iniziale, ha generato la comoda convinzione che la donna ha acquisito una posizione forte nella società, impedendo così un dibattito sereno e multidirezionale. "Avete anche due giorni l'anno dedicati a voi!!!".
Uno, due giorni l'anno...cosa cambiano, quando le donne continuano a correre per la città, tra la scuola, le palestre, i medici, le feste, i supermercati, il lavoro? Quando le donne sono ancora discriminate sul lavoro a causa di una gravidanza? Quando le donne hanno meno chance di carriera, dopo aver avuto un figlio? Quando le donne vengono ancora colpevolizzate al momento di compiere la scelta di avere oppure no un figlio?
La Festa della Mamma, in questo contesto, sembra piuttosto la celebrazione di un sacrificio alla comunità, necessario per la sua sopravvivenza, in cui la vittima è la donna-madre.
Non è certo qui in discussione la Festa della Mamma, ma d'altronde la sua stessa fondatrice, Anne Reese Jarvis, si rese presto conto che la realtà aveva privato quella ricorrenza del suo intento originario: rendere omaggio alle mamme di tutte le età, per il loro incondizionato amore e per la loro ineguagliabile presenza durante tutta la vita di ogni uomo e di ogni donna.
Naturalmente, anch'io come tutti, comprerò un mazzo di fiori per la donna eccezionale che mi ha messo al mondo e la coprirò di attenzioni e coccole. Le dirò anch'io "Tanti Auguri", per ringraziarla della sua pazienza, del suo sapermi capire e stare vicino, della sua capacità di adeguarsi ad una generazione che non le appartiene, del suo esserci sempre e spesso in silenzio nelle mie gioie e nei miei dolori.
Ma, soprattutto di una cosa la ringrazio, di non aver dimenticato se stessa per me e mia sorella, e di avermi insegnato, con la sua vita, che la maternità non è un destino, ma un desiderio consapevole che nella maggior parte dei casi può essere esaudito con immensa soddisfazione. Non è una strada sempre facile, anzi più spinosa delle rose che le donerò, fatta di scelte difficili ed impopolari, ma soprattutto coraggiose.
Festeggerò quindi il coraggio suo e di tutte le mamme, che senza sapere come fare hanno cresciuto figli sempre eccezionali, unici ed insuperabili. Festeggerò questa cecità, mentre mia mamma, come se ancora avessi 5 anni, mi guarderà con occhi sempre più innamorati.
Ti voglio bene mamma!!!!
