Da un’intervista a Isadora Duncan
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

Da un’intervista a Isadora Duncan

Da un’intervista tratta dal testo “Tempo di Danza 1987-2003”, di Lorenzo Tozzi (Gremese Editore), riportiamo alcune riflessioni tratte dal pensiero e dall’esperienza della grande Isadora Duncan.

Da un’intervista tratta dal testo “Tempo di Danza 1987-2003”, di Lorenzo Tozzi (Gremese Editore), riportiamo alcune riflessioni tratte dal pensiero e dall’esperienza della grande Isadora Duncan.
La Duncan ritiene che in ogni vita ci sia una linea spirituale, una curva ascendentale. E tutto ciò che la sostiene e le dà vigore costituisce la vita reale. La sua arte è una di queste linee. Secondo la danzatrice, l’uomo deve parlare, poi cantare, infine danzare. La parola rappresenta l’intelletto, l’uomo pensante. Il canto è l’emozione. La danza è estasi dionisiaca che trascina tutto con sé: “E’ possibile danzare in due modi: ci si può abbandonare allo spirito della danza e danzare l’oggetto in sé (Dionisio), oppure si può contemplare lo spirito della danza e danzare come se si raccontasse una storia (Apollo)”.
La Duncan ha una concezione della danza fortemente connessa alla sua concezione della natura: “Cercare nella natura le forme più belle e scoprire il movimento che esprime l’essenza di queste forme: ecco il compito della danzatrice. […] La vera danza è un’espressione di serenità, controllata dal ritmo profondo di un’emozione interiore… La danza è il ritmo di tutto ciò che muore per poi rinascere, è l’eterno risorgere al sole.” Nella sua concezione, esistono tre tipi di danzatori: coloro che considerano la danza una specie di esercizio ginnico, fatto di ghirigori impersonali e graziosi; poi coloro che, attraverso la concentrazione mentale, conducono il corpo a seguire il ritmo di una particolare emozione, esprimendo una sensazione o un’esperienza. Infine ci sono quelli che trasformano il corpo in un “fluido luminoso e lo consegnano all’ispirazione dell’anima. La vera arte proviene dall’interno e non ha bisogno di ornamenti esteriori”.

 

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