Le danze dell’umanitA': tradizioni, rituali, folclore
Prendendo in considerazione le danze tradizionali di un popolo, ne possiamo intuire la forma e l’essenza della sua cultura, traendone informazioni riguardo la storia e il livello evolutivo.
Strumento fondamentale in questa ricerca del un nesso che metta in relazione la danza e la storia della cultura umana, è la “coreometria”, un termine tecnico che indica un particolare modo di studiare la danza.
Le osservazioni degli antropologi rilevano che la direzione dei movimenti (che viene categorizzata come monodimensionale, bidimensionale e tridimensionale) è strettamente collegata ai movimenti che caratterizzano maggiormente le attività lavorative di un determinato popolo, e agli utensili utilizzati per compierli.
I movimenti (“unitari”, con il busto rigido, o “dinoccolati”) possono essere posti in relazione al clima (nelle regioni più prossime ai tropici, e quindi a clima più caldo, la percentuale di popoli che utilizzano lo stile dinoccolato è del 90%, mentre nei paesi freddi la percentuale di popoli che utilizzano il movimento unitario è del 85%), al ruolo culturale della donna (in paesi freddi, dove gli uomini vanno a caccia e le donne rimangono ad accudire la prole, i movimenti tendono a rimanere di tipo unitario, mentre in Africa, dove la donna lavora nei campi e partecipa attivamente alle diverse attività, i movimenti nella danza sono tendenzialmente dinoccolati) ed alla religione (dove si sono sviluppate maggiormente le religioni monoteiste e il cristianesimo in particolare, si sono sviluppati movimenti unitari, mentre in luoghi ove hanno prevalso le religioni politeiste si sono sviluppati nelle danze movimenti più dinoccolati).