L’insegnamento della danza secondo Isadora Duncan
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

L’insegnamento della danza secondo Isadora Duncan

Nella visione della danza della Duncan, passato e futuro sono collegati: la danza è eternità ed è ed era la più nobile della arti. In futuro, la danza dovrà ritornare ad essere una sublime arte religiosa, come era presso i greci.

Nella visione della danza della Duncan, passato e futuro sono collegati: la danza è eternità ed è ed era la più nobile della arti.
In futuro, la danza dovrà ritornare ad essere una sublime arte religiosa, come era presso i greci. L’arte che non è religiosa non è arte, ma mero commercio.
Il legame tra danza e natura garantisce che il movimento spontaneo e danzato non va contro natura, e niente è lasciato al caso.
Nella sua concezione di scuola, scuola di danza e scuola di vita sono sinonimi, perché le ricchezze più grandi dell’uomo si trovano nel profondo nella sua anima e nella sua fantasia e possono essere aiutate ad emergere attraverso la danza.
Il suo scopo rispetto all’insegnamento della danza non era quella di formare una compagni di danzatori per gli spettacoli in teatro, ma quello educare nella sua scuola un certo numero di bambini che, attraverso la danza, la musica, la poesia, il canto, esprimessero i sentimenti del popolo con grazia e bellezza. Per spiegare la danza è molto meglio danzare che pubblicare saggi e trattati”.
Una scuola di danza dovrebbe avere due fini o ideali. Uno di questi riguarda il mondo e l’altro la produzione. Nel fondare la sua scuola aveva l’ambizioso obiettivo di contribuire all’educazione di tutti i bambini del mondo: la danza è l’aiuto più naturale e più bello per lo sviluppo del bambino che cresce in continuo movimento. La sua idea centrale era quella per cui quel che non può essere insegnato ai bambini attraverso le parole, può essere facilmente insegnato con il linguaggio dei movimenti. Molti segreti profondi dei significati esteriori ed interiori della natura e delle sue forze possono essere trasmessi al bambino attraverso al danza.
Così come descritto da Jean Jacques Rousseau, che nel suo Emilio sostenne che un bambino non dovrebbe imparare a leggere e scrivere fino a dodici anni. La Duncan pensava che fino a quest’età ogni conoscenza dovrebbe essere acquisita attraverso la musica e la danza”.

 

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