La danza indiana nel passaggio dalla decadenza alla rinascita
La danza è una forma d’arte ritualistica e sacra, un dono divino all’umanità.
In un testo fondamentale della danza indiana, “Abhinaya Darpanam”, si racconta che “ Brama diede le prime lezioni di Natya a Barata Muni. In seguito Barata Muni, con l’aiuto di Gandharva e Apsara, i cantori e danzatori celesti, presentò le tre forme di danza - natya, nritya e nritta – davanti al signore Shiva. Ricordando il suo violento stile di danza, Shiva chiese allora all’aiutante Tandu, coadiuvato dal seguito, di trasmetterne la tecnica a Barata Muni. Come se non bastasse, con affetto chiese alla moglie Parvati di mostrare al saggio lo stile lasya. Capita la tecnica, il santo si preoccupò di trasmettere la conoscenza agli altri…”. Da qui nacquero le due caratteristiche fondamentali della danza indiana: lo stile “tandava”, energico ed impetuoso e quello “lasya”, dolce e femminile.
L’arte delle danzatrici sacre indiane subì una veloce decadenza sotto la dominazione coloniale britannica. I nuovi dominatori, forti di una educazione rigidamente puritana, non potevano apprezzare l’arte della danza e soprattutto non potevano capire lo stile di vita di queste danzatrici.
All’inizio degli anni ‘30 furono promulgate leggi per abolire il sistema della devadasi, le danzatrici indiani.
Nonostante ciò, ci fu chi aveva una mentalità aperta che cercò con successo di impedire che l’arte di danzare si estinguesse dall’India. A rendere questo possibile fu un avvocato con una passione per il teatro, E. Krishna Iyer, che diede il suo apporto per organizzare esibizioni pubbliche.
Assieme a lui ci fu Rukmini Devi Arundale, una giovane di casta braminica, che con suo marito, il Dr Arundale, era associata alla Dottoressa Annie Besant e alla Società Teosofica.
Rukmini Devi apprese tale danza da un guru, Pandanallur Meenakshi Sundaram Pillai, e cominciò ad esibirsi, facendo il possibile per riportare la danza all’antico splendore e alla rispettabilità dovuta. Fu in questo periodo che la danza cambiò nome da Sadir a Bharatanatyam.
Nel 1936 fu istituita l’accademia di danza chiamata “Kalakshetra” a Madras, istituzione fondamentale per lo sviluppo e la diffusione della danza Bharatanatyam frequentata ancora oggi anche da giovani talenti stranieri.