Danza indiana
10 Ottobre 2009 amministratore

L’arte coreutica, i mudra e le karana

L’arte coreutica indiana si suddivide in tre fondamentali di danza:
- la nritta: una danza pura, in cui è fondamentale l’abilità nella parte tecnica.
- la nritya: una danza espressiva, una commistione tra la pantomima, espressa dalla parte superiore del corpo e la danza pura eseguita muovendosi aritmicamente
- la natya: danza descrittiva, pantomimica, che costituisce la gran parte di quella peculiarità dell’arte coreutica indiana chiamata “abhinaya” o “anghikabhinaya”, l’arte del racconto attraverso i gesti e le varie sfumature espressive del volto.
Nell’arte coreutica indiana i mudra sono i gesti con le mani ognuno dei quali già da solo, può avere molteplici significati.
Un mudra utilizzato nelle danze nritta e nritya è il pataka, che significa bandiera, è caratterizzato dalle dita tese e unite, mentre il pollice normalmente è piegato verso il palmo.
Esso può indicare la foglia dell’albero o indicare l’atto di proteggere.
Se si muove in modo ondulatorio può significare l’acqua di un fiume o il mare.
Nell’arte coreutica indiana le karana sono le pose, non necessariamente statiche, della danza classica indiana, molte delle quali somigliano alle arabsque del balletto classico.
Nella danza classica indiana di oggi normalmente queste pose sono con le gambe tese e sollevate.
Le karana sono 108, come le “Upanishad” e i nomi principali di Shiva.

 
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