Danzaterapia secondo Anna Catalano
Da un’intervista tratta dal testo “Tempo di Danza 1987-2003”, di Lorenzo Tozzi (Gremese Editore), riportiamo alcune riflessioni sulla Danzaterapia, così come è intesa da Anna Catalano, coreografa e danzaterapeuta, alla guida una compagnia di danza che nasce dai suoi seminari sul movimento come fatto terapeutico.
Secondo la Catalano base della danzaterapia è di agire e far agire con la musica. Ognuno di noi ha bisogno di armonizzarsi, di trovare equilibri. La danzaterapia non è solo una terapia per una malattia, ma la scoperta di possibilità insite nell’uomo, del recupero del movimento dell’essere umano.
La danzaterapia può essere applicata nelle scuole materne, con gruppi di adulti, bambini ciechi, autistici, anziani. Prevede anche corsi a livello universitario.
Non si può dire dove finisce la terapia e inizia la danza. La danzaterapia nasce in America nel nostro secolo, verso gli anni Quaranta, ma la sua nascita remota avviene in realtà con la nascita dell’uomo, quando cercava di comunicare con la natura, di esorcizzare il male.
Il metodo di danzaterapia proposto dalla Catalano è originale, e non è fine solo alla danza o al fatto terapeutico, ma aspira ad accedere alle immagini profonde dell’uomo. Tecnicamente i suoi danzatori vengono sia dalla danza accademica sia dallo stile Graham. Ma l’immagine danzata non viene strutturata con passi della tecnica, è con l’improvvisazione che si sviluppano le immagini che affiorano dal profondo. Ognuno si porta dentro un mondo creativo personale che poi organizza in strutture di immagini e spazi.