UN RE IN TAVOLA: LO ZAFFERANO
cucina
10 Ottobre 2009 amministratore

UN RE IN TAVOLA: LO ZAFFERANO

Una spezia a ragione considerata elisir di lunga vita, il perché è presto detto: la sua polvere è un paniere di sostanze preziose per l’organismo.

Una spezia a ragione considerata elisir di lunga vita, il perché è presto detto: la sua polvere è un paniere di sostanze preziose per l’organismo.
Prendere l’abitudine di portarlo in tavola, oltre a cambiare volto alle nostre ricette, ci permette di usufruire dei seguenti benefici:
a) Ottimo antiossidante - capace di neutralizzare i radicali liberi che danneggiano le cellule e favoriscono l’invecchiamento. Con una sola bustina, ma di ottima qualità, garantisce una cospicua quota di antiossidanti.
b) Efficace digestivo – capace di entrare subito in circolo aumenta la secrezione della bile e dei succhi gastrici che favoriscono quindi la digestione.
c) Considerato la spezia del buonumore – grazie al suo colore giallo, la cromoterapia che studia gli effetti curativi dei colori, lo impiega per contrastare situazioni di stress psico-fisico. Il ricorso al colore giallo è efficace contro gli stati depressivi in quanto grazie alle vibrazioni cromatiche arriva all’ipotalamo, sede delle emozioni, e regala benessere e felicità.
d) Prodotto biologico e naturale – per la sua coltivazione nei maggiori paesi che lo producono come India e Persia, non si ricorre a fertilizzanti, pesticidi e altre sostanze chimiche, la lavorazione è artigianale, il terreno su cui nasce viene concimato in maniera naturale e i fiori vengono raccolti a mano. Scegliete marche di zafferano conosciute e avrete la garanzia di portare in tavola un prodotto naturale e sicuro.
e) Afrodisiaco – risveglia il desiderio e l’energia sessuale sopita. Oggi questi effetti “stimolanti” vengono riconosciuti anche a livello scientifico. Si è dimostrato infatti che lo zafferano agisce sulle ghiandole surrenali stimolando la produzione di ormoni come l’adrenalina, l’ACTH e il cortisolo, tonificanti della sfera sessuale, senza contare che le proprietà antiossidanti
di cui abbiamo parlato prima, migliorano la circolazione.
f) Zero calorie – non aggiunge grassi e fornisce un numero di calorie inique: infatti una confezione da 0,15 g equivale a 0,4 Kcal e contiene 0,0087 g di grassi. Per questo motivo lo zafferano viene sempre più utilizzato
nelle diete alimentari.
g) Depura il sangue – i medici cinesi lo usano come depurativo del sangue e la moderna fitoterapia conferma le sue proprietà disintossicanti. Lo zafferano infatti riattiva la circolazione, elimina le tossine e abbassa il colesterolo e i trigliceridi che normalmente si assorbono attraverso l’alimentazione. Un esempio di impiego costante è dato dai piatti della cucina indiana che lo utilizza allo scopo di favorire appunto la digestione e prevenire infezioni intestinali.

Come impiegarlo
In tanti modi, ma lo zafferano dà il meglio di sé
con piatti a base di riso, crostacei e frutti di mare.
Ne basta poco anche per dare una ventata di novità a dolci noti
come la panna cotta, il tiramisù e il crème caramel o
nell’impasto di dolci lievitati.

Come aggiungerlo
Meglio l’impiego della polvere piuttosto che degli stimmi in quanto la polvere, che va stemperata in un po’ di acqua tiepida,
si scioglie in maniera più uniforme e veloce e si dosa comodamente
conservando più a lungo le sue proprietà organolettiche.

Quanto usarne
Molto poco: per 4 persone è sufficiente una bustina da 0,15 g circa,
data l’intensità del gusto e del colore.

Quando aggiungerlo alla preparazione
Lo zafferano è termolabile: se rimane troppo a lungo a contatto con il calore perde in parte il suo aroma, per questo motivo è bene aggiungerlo verso la fine della preparazione, poco prima di toglierla dal fuoco, avendo cura di mescolare bene fino a quando la sua distribuzione risulterà essere uniforme.

Il giusto abbinamento con il vino
Nessun problema: un bianco di buona struttura come lo Chardonnay reggerà magnificamente il confronto con la particolarità e persistenza aromatica dello zafferano, che si accosta bene anche a vini profumati come il Riesling Renano, il Gewustraminer e il Sauvignon.
Se il menu prevede invece un vino rosso,
quest’ultimo dovrà essere maturo ma piuttosto morbido
in quanto un vino troppo tannico accentuerebbe in maniera notevole
le note amare dello zafferano.

Come conservarlo
Con i giusti accorgimenti lo zafferano può mantenersi fino a 4 anni,
quindi va riposto in un recipiente ermetico e conservato
in un luogo fresco e asciutto, al riparo da luce e umidità.

E ancora…:
Per i dolori di stomaco:

premettendo che ogni cibo di colore giallo e arancio
risulta ottimo per la digestione, se soffrite di mal di stomaco o crampi intestinali ad esempio, prendete l’abitudine di portare in tavola spesso carote e albicocche,
e condite i vostri piatti con lo zafferano.
Per la tosse: preparate una tazza di latte caldo con miele
e aggiungete un pizzico di zafferano.
Per regolare l’intestino: aggiungete lo zafferano ad un vasetto di yogurt naturale, amalgamate bene e consumate a digiuno la mattina.
Per aiutare le gengive arrossate: sfruttando gli effetti infiammatori e calmanti dello zafferano, potrete calmare i dolori in caso di gengivite acquistando del miele rosato a aggiungendo mezza bustina di zafferano,
poi strofinate sulle gengive doloranti dopo aver lavato i denti.
Per una sferzata di energia dopo una giornata di intenso lavoro, preparate questo allegro centrifugato:
125 g di papaia, 2 arance, 125 g di cetrioli, 1 bustina di zafferano
e per finire aggiungete qualche cubetto di ghiaccio.

E ora portiamo in tavola alcuni piatti
il cui protagonista è proprio lui:
lo zafferano!

Antipasto:
Primo:
Secondo:
Contorno:
Dolce:
 

 

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