Nessuno nasce perfetto, ma Windows è caduto da piccolo
Eccolo lì: l'avete appena comprato e spacchettato. È l'ultimo gioiello dell'informatica, con l'ultimissima versione di Windows. Il culmine di decenni di progresso tecnologico. E cosa fa, la prima volta che lo avviate? Reclama subito che lo dovete aggiornare. Ma come?
Mettetevi il cuore in pace: l'informatica è fatta così. Tutti i programmi(non solo Windows) contengono errori e falle che il controllo di qualità effettuato durante la loro realizzazione non riesce a snidare. Soltanto l'impatto con il mondo reale, e soprattutto con gli aggressori,consente di rilevare certe magagne e debolezze.
Di conseguenza, è prassi normale che i programmi subiscano una o più riparazioni post-vendita, un po' come avviene talvolta per le automobili. Per fortuna, invece di dover andare in officina, possiamo lasciare il computer attaccato a Internet e scaricare la riparazione,che verrà effettuata automaticamente dal computer, e tutti vivremo felici e contenti. Almeno in teoria.
Queste riparazioni, in gergo informatico, si chiamano patch, che si pronuncia come pace senza la E finale e letteralmente significa "toppa" o "pezza". E in effetti è quello lo scopo: rattoppare i buchi dei programmi.
Senza le patch, sarebbe necessario attendere l'uscita nei negozi della versione successiva di Windows o del programma fallato per correggere il problema. Questo darebbe agli aggressori mesi e mesi di tempo per approfittare della vulnerabilità e richiederebbe costi enormi per la produzione e distribuzione di cataste di CD contenenti le nuove versioni.
Il sistema delle patch è insomma molto comodo. Così comodo che i produttori di programmi, purtroppo, ne approfittano. Invece di limitarsi a lasciare una o due correzioncine in sospeso, pur di rispettare le date di messa in vendita annunciate ne lasciano abadilate; tanto, dicono, c'è sempre la patch che aggiusta tutto. Si arriva così a estremi come i sessantatremila difetti piccoli e grandi lasciati in Windows 2000.63
Anche la concorrenza (Linux, Mac) ha le sue brave patch, ma si tratta di un fenomeno occasionale. Chi usa Windows, invece, ha anche fare con patch mensili, ciascuna delle quali raggruppa correzioni di varie falle. E non si tratta di semplici inestetismi: le falle turate dalle patch sono quasi sempre ad alto rischio, nel senso che consentono a un aggressore di devastare il computer della vittima o di prenderne il controllo.
Il guaio è che ogni tanto queste patch non funzionano a dovere:una volta installate, oltre a correggere la falla magari alterano il funzionamento del computer o introducono altre falle.64 Una situazione da incubo.
In altre parole, le patch ricorrenti sono una delle peggiori scocciature che affliggono chi usa Windows. Ma senza le patch, Windows è un colabrodo esposto a una miriade di possibili infiltrazioni. Il povero utente si trova quindi fra l'incudine e il martello.
Fra l'altro, il semplice annuncio della disponibilità di una patch offre involontariamente una dritta agli aggressori, che si precipitano a studiare la falla che la patch corregge e a sfruttarla su chi non ha aggiornato il proprio Windows.
Insomma, non si scappa alla Regola 4 del Dodecalogo:
| Regola 4: Installate gli aggiornamenti (patch) di Microsoft. |