tempolibero
10 Ottobre 2009 amministratore

Quarantena

Un'altra limitazione degli antivirus attuali è la cosiddetta "finestra di vulnerabilità". Passa un certo tempo (qualche ora o più) fra l'inizio della circolazione di un nuovo virus e la disponibilità dell'aggiornamento dell'antivirus che lo riconosce. È quindi facile che un antivirus, benché fresco di aggiornamento, non riconosca un file infettato da un virus uscito poche ore prima.

Di conseguenza, la soluzione ottimale dal punto di vista della sicurezza sarebbe "mettere in quarantena" i file ricevuti (soprattutto quelli ricevuti via e-mail), ossia lasciar passare qualche ora prima di aprirli, anche se l'antivirus li dichiara puliti, poi aggiornare l'antivirus e ricontrollarli.

In questo modo, se un file ricevuto è infetto con un nuovo virus, in quel lasso di tempo verrà reso disponibile l'aggiornamento dell'antivirus che lo riconoscerà.

Purtroppo questo approccio è assurdamente scomodo. Lo scopo dell'invio di allegati via e-mail è proprio l'immediatezza della trasmissione. Per esempio, se qualcuno ci manda un allegato per lavoro, probabilmente ha bisogno che lo apriamo subito, non fra qualche ora.

Tutte queste tecniche di elusione possono farvi venire il sospetto che l'antivirus serva a poco e quindi non valga la pena di usarlo. Non lasciatevi tentare dalla pigrizia: la buona sicurezza è il risultato di tante barriere diverse che lavorano insieme, in modo che una compensi le lacune
dell'altra.

L'antivirus riconosce ed elimina comunque la maggioranza dei file infetti che ricevete, per cui vi risparmia molta fatica. Quelli restanti verranno riconosciuti dall'arma più potente contro gli aggressori: il vostro cervello.


 
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