tempolibero
10 Ottobre 2009 amministratore

Patti chiari, amicizia lunga

Questo libro non ha la pretesa irrealistica di rendervi invulnerabili o di coprire tutti i pericoli della Rete: garantisco però che spiega come difendersi dal 99% degli attacchi informatici più diffusi.

Sia ben chiaro, però, che c'è ben poco che possa fermare un intruso molto deciso che ce l'abbia specificamente con voi: per difendersi da queste cose ci vuole un esperto di sicurezza informatica che esamini il vostro caso personale. Ma la stragrande maggioranza degli attacchi non è mirata a una persona specifica. L'Acchiappavirus vi mostra come proteggervi da queste incursioni casuali.

Prometto che non ci saranno paroloni tecnici. Beh, no, ce ne sarà qualcuno, ma saranno ridotti al minimo indispensabile, tenuti al guinzaglio e comunque riepilogati in un glossarietto in coda al libro. Anzi, ce ne sono due o tre che è meglio chiarire subito, così non ci pensiamo più.

. Virus o worm? Questo è un libro divulgativo. Gli esperti pignoli mi perdoneranno se per semplificare la vita al lettore userò il termine virus (1) per indicare sia i virus veri e propri (quelli che si propagano attaccandosi ai programmi e si riproducono quando i programmi infetti vengono eseguiti), sia i programmi che si propagano da soli in una rete di computer, che più propriamente sarebbero da chiamare worm (2), ma che nel parlare comune vengono chiamati comunque virus. Piuttosto che barricarmi nella pignoleria, preferisco arrendermi alla consuetudine per ovvie ragioni di comprensibilità.

. hacker? Non nominateli! Il guaio della parola hacker è che i giornalisti l'hanno abusata e ne hanno storpiato completamente il significato. Fra gli informatici, hacker non è necessariamente un termine negativo: soprattutto per quelli della vecchia scuola, è un titolo di merito. Un hacker, in questa comunità, è chiunque si destreggi con una tecnologia e ne tiri fuori prestazioni non previste dal produttore o normalmente inaccessibili all'utente. Se componete un SMS senza spedirlo e lo usate come improvvisato "blocco note" del telefonino, o usate il codice di comunicazione degli squillini, non previsto dagli operatori telefonici, siete hacker:: state estendendo in modo innocuo le prestazioni della tecnologia. Il termine italiano equivalente è smanettone.I giornalisti, invece, sempre affamati di parole esotiche da usare come grucce per i loro articoli, si sono appoggiati subito a hacker:, interpretandolo come sinonimo di pirata informatico. Questo ha ovviamente creato moltissima confusione, perché non si è mai sicuri di essere capiti quando si usa questo termine;e ora anche le nuove leve degli informatici stanno prendendo a usare hacker: in questo senso negativo (il termine inglese corretto sarebbe semmai cracker).Di conseguenza, in questo libro non troverete mai, d'ora in poi,la parola hacker:: i "cattivi" saranno sempre chiamati vandali,intrusi o aggressori, e i buoni saranno italianissimi smanettoni.

. E-mail: maschile o femminile? In questo testo, e-mail segue i suggerimenti dell'Accademia della Crusca: maschile se si riferisce al singolo messaggio, femminile se indica il concetto astratto di corrispondenza elettronica. Pertanto io invio un email a un amico, ma capita che la e-mail di tutti subisca ritardi quando c'è tanto traffico in Rete. Lo so, brutta regola, ma non l'ho inventata io.

 
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