C'era una volta il Web
Molti utenti che si avvicinano a Internet per la prima volta si chiedono cosa ci trovino di così bello gli altri utenti della Rete. Chi glielo fa fare di entrare in un ambiente dove basta visitare una pagina sbagliata per infettarsi o far collassare il computer e gli aggressori sono sempre pronti a far schizzare sullo schermo finestre piene di pornografia e a bombardarci di virus? Sembra divertente come passeggiare per un quartiere malfamato con un Rolex al polso e i diamanti al collo.
In realtà, chi frequenta la Rete da tempo sa che Internet non è sempre stata così infestata. Quando nacque il Web, nell'informaticamente lontanissimo 1991,69 non era possibile infettare un computer semplicemente visualizzando una pagina Web o ricevendo un e-mail. La pornografia in Rete c'era già, ma non saltava fuori all'improvviso se non la si andava a cercare. Navigare era un piacere sicuro come sfogliare un libro.
Le cose cominciarono a cambiare quando Microsoft incluse in Windows un browser, ossia un programma per la navigazione nei siti Web, chiamato Internet Explorer. Prima, infatti, Windows non ce l'aveva: bisognava scaricarlo a parte. Si poteva così scegliere facilmente fra vari tipi di browser concorrenti: il leader incontrastato del mercato, all'epoca, si chiamava Netscape, discendente del primissimo browser grafico denominato Mosaic. Ma trovandosi Internet Explorer preinstallato, moltissimi utenti non cercarono più alternative, anche se la concorrenza era tecnicamente superiore.
Purtroppo Microsoft fece alcuni errori fondamentali. Per esempio,per ragioni principalmente commerciali (ossia per "togliere l'ossigeno"alla concorrenza di Netscape, come indicato dagli atti del processo antitrust USA), fece diventare Internet Explorer una parte inscindibile di Windows. Questa scelta fu (ed è tuttora) un disa-stro in termini di sicurezza: un difetto del browser diventa infatti un difetto del sistema operativo, permettendo l'accesso alle parti più vitali del computer. Un browser installato a parte, invece, "siede sopra" Windows, senza integrarvisi, per cui se il browser ha delle falle, Windows rimane in piedi.
Il secondo errore fu decidere di rendere Internet più bella, sgargiante e vivace, ma soprattutto facile, creando nuove versioni di Internet Explorer che permettevano alle pagine Web di contenere animazioni, immagini, effetti interattivi (per esempio i totali che si calcolano da soli nei negozi online) e in particolare programmi che si eseguono e installano da soli senza affaticare l'utente.
Ovviamente gli aggressori e i commercianti senza scrupoli approfittarono subito di queste novità, creando appunto programmi autoinstallanti ostili, in grado di pilotare la vittima verso i loro siti Web e verso le loro linee telefoniche a tariffa maggiorata o altri servizi truffaldini. E così si arrivò al letamaio telematico di oggi.
Per fortuna esiste ancora un modo molto semplice per ritornare all'Internet sicura dei vecchi tempi: sbarazzarsi di Internet Explorer. Ecco il motivo della Regola 6 del Dodecalogo:
| Regola 6: Non usate Internet Explorer e Outlook Express. Sostituiteli con prodotti alternativi più sicuri. |
In questo capitolo vi mostrerò come potete procurarvi e usare browser alternativi che non solo sono più sicuri, ma sono anche gratuiti e più pratici e versatili del prodotto Microsoft.