La scuola che voglio
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

La scuola che voglio

La scuola che voglio Autore: a cura di Federico Batini Editore: Zona Editrice Recensione di Daniele De Cia "La scuola

La scuola che voglio

Autore: a cura di Federico Batini
Editore: Zona Editrice

Recensione di Daniele De Cia

"La scuola è luogo di sosta. Da sempre i sistemi scolastici si assumono il debito di chiedere ai ragazzi migliaia di ore della loro vita. [.] La scuola pubblica dovrebbe essere il luogo della restituzione, il luogo dove le ineguaglianze sociali, culturali, economiche conoscono una pausa e sono combattute, dovrebbe essere il luogo nel quale, tramite l'azione didattica, vengono aumentate le chance di democratizzazione della società, un senso viene costruito o restituito. Quando la scuola diventa invece il luogo della selezione, il luogo del sopruso e dell'esasperazione dei confronti, delle divaricazioni e dei conflitti, non soltanto abdica alla propria missione, ma si investe di uno scopo contrario a stessa."
Federico Batini introduce e cura un volume che arricchisce di spunti teorici, documentali ed operativi un dibattito che si sta guadagnando urgentemente un posto di primo piano all'interno delle riflessioni sui profondi cambiamenti sociali che stanno ridisegnando i percorsi di vita delle società occidentali, quello sul ruolo delle istituzioni scolastiche nell'era dell'economia della conoscenza.
Nato dalle riflessioni e dai materiali raccolti nel corso di un progetto di ricerca azione sul disagio e sulla dispersione scolastica attuato in collaborazione con l'Amministrazione Provinciale e con l'Istituto Professionale IPSIA Margaritone di Arezzo, il volume si rivolge allo stesso tempo agli studenti, ai formatori ed ai cittadini.
L'esperienza di un progetto di metodo e sul metodo, attuato in un contesto non nuovo alle sperimentazioni didattiche, crea l'occasione per la sintesi di riflessioni più generali che coinvolgono l'intero mondo delle istituzioni scolastiche, genitori e funzionari compresi.
La parte iniziale di inquadramento teorico cerca di fare ordine nel dibattito sulla dispersione e sul disagio scolastico consentendo una definizione di alcuni termini, la delineazione di alcune chiavi di lettura, ed alcune sollecitazioni in ordine all'attuale condizione dell'educazione pubblica in Italia. Forte di contributi autorevoli il fenomeno dispersione e disagio viene inquadrato un po' da tutte le angolature, sia in ordine ai problemi, sia in ordine alle proposte di soluzione: dalle cornici teoriche sino alla formazione degli insegnanti.
La seconda parte testimonia dell'impostazione teorica, della struttura e delle modalità attuative e delle metodologie utilizzate in un progetto che ha avuto la capacità di far emergere i bisogni degli alunni, essi vivono in prima persona una stagione di eccezionali mutamenti culturali dotati di non molti strumenti critici per gestirsi e operare delle scelte in queste dinamiche di cambiamento. Di qui l'interrogativo, sorto in fase di progettazione dell'intervento, quale potrebbe essere, dunque, la scuola che gli studenti vogliono, come far emergere i loro bisogni, desideri e progetti nei confronti della scuola, come consentirgli comunque di pensare possibile una progettazione personale all'interno della scuola?
La terza ed ultima parte assolve l'utile funzione di rendere pubblici dei materiali di lavoro e di ricerca per insegnanti, formatori ed orientatori che da anni, con grande costanza, lavorano all'interpretazione ed alla costruzione del lavoro della scuola per la scuola.
"La dispersione e il disagio scolastico sono fenomeni a tutti evidenti, assunti, in alcuni momenti, anche come elementi di emergenza politica, mai però definitivamente affrontati e debellati. [.] Una cultura della prevenzione richiede molta fatica, grossi investimenti in denaro e in formazione, una profonda riflessione e autocritica della scuola".
E se la scuola fa fatica a mutare per adattarsi ai grandi cambiamenti in corso nella cultura, la ragione avrà pure una componente sociale che la riavvicina ai suoi stessi attori: insegnanti, famiglie, alunni. Ed è a questi ultimi, ma non solo, che si sono rivolti i responsabili del progetto e gli esperti intervenuti nel volume, per azzardare una serie di domande che riguardano, appunto, La scuola che voglio. E per fornire anche alcuni possibili percorsi di risposta.

 

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