Donne ottimiste
Donne ottimiste
Autore: Lucietta Scaraffia
e Anna Maria Isastia
Editore:Il Mulino, Bologna
Recensione di Marinella Fiume
Con Donne Ottimiste. Femminisno e associazioni borghesi nell'Otto
e Novecento (Il Mulino, Bologna) le Autrici, Lucietta Scaraffia
e Anna Maria Isastia, studiose e docenti di Storia contemporanea
nell'Università " La Sapienza" di Roma, scrivono un altro importante
capitolo della storia del femminismo - l'unica rivoluzione vincente
del Novecento - fornendo una nuova chiave per la sua rilettura.
Infatti, fino ad oggi non è stato spiegato in modo convincente come
e perché le donne occidentali abbiano cominciato a lottare per godere
degli stessi diritti degli uomini, correndo però il rischio di diventare
"come gli uomini", né perché il primo congresso internazionale dei
diritti delle donne, organizzato a Parigi nel 1878, si sia tenuto
nella sala del Grande Oriente di Francia e sia stato preparato da
Maria Deraismes e da Léon Richet, fondatori della prima Massoneria
mista, aperta cioè alla partecipazione delle donne. Né, ancora,
è stato spiegato il senso della forte carica spiritualistica che
affiora nelle dichiarazioni delle prime femministe emancipazioniste
di fine Ottocento-primo Novecento, attratte da esperienze gnostiche
ed esoteriche. Da questi ambienti, i movimenti delle donne hanno
tratto la carica utopistica caratteristica della prima fase, quando
il diritto di voto era considerato solo un passo nel più generale
processo di rigenerazione spirituale e morale della società che
l'ingresso delle donne nella sfera pubblica avrebbe comportato.
Cancellate queste utopie con le due guerre mondiali e i totalitarismi,
uomini e donne provenienti da questo percorso si sono caratterizzati
per la mescolanza di libero pensiero razionalista e misticismo,
modernità e tradizione. Ne è un esempio lo scoutismo, fondato nel
1907 dal generale inglese Robert Baden Powell, un movimento con
evidenti legami con la cultura massonica e teosofica, finalizzato
a educare le ragazze e i ragazzi alla vita in comune e all'esplorazione
del mondo naturale. Dagli stessi ambienti nascevano associazioni
come il Soroptimist, pur essendosi ormai persa la memoria di questo
legame e dell'origine spirituale di movimenti come questo. Si tratta,
in entrambi i casi, di organizzazioni aconfessionali e apolitiche
"finalizzate a trasmettere il modello di vita progressista occidentale,
all'interno del quale la trasformazione del ruolo delle donne occupa
un posto di primo piano". Le "Soroptimiste", sorte negli Stati Uniti
negli anni Venti e oggi diffuse in ogni parte del mondo, costituiscono
tuttora un importante impulso per la "modernizzazione" delle donne,
creando una rete di collegamento tra le donne emancipate del globo,
diffondendo una "cultura del fare" sulla quale hanno potuto contare
organizzazioni come l'ONU e l'UNICEF, e "una visione ottimistica
del progresso" e del "modello capitalistico democratico", l'unico
in grado di garantire l'uguaglianza di diritti alle donne.