AMATISSIMA INSOSTITUIBILE AGATHA
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

AMATISSIMA INSOSTITUIBILE AGATHA

AMATISSIMA INSOSTITUIBILE AGATHA di Sabina Marchesi Interessantissimo mix di sangue americano e stoffa inglese, la nostra


di Sabina Marchesi


Interessantissimo mix di sangue americano e stoffa inglese, la nostra Agata, stando alle biografie ufficiali, nacque nel rispettabilissimo anno 1890, in quel di Torquay, ridente, si fa per dire, stazione balneare del Devonshire, e cosa per noi inconcepibile, non frequentò mai alcun genere di scuole pubbliche o private. La sua educazione fu affidata alla mamma, creatura sensibilissima, artistica, dotata di profonda intuizione, ma ci dicono, poco legata alla realtà, dalla nonna e da un esercito di governanti che si avvicendarono nella casa avita. Del padre sappiamo solo che era molto americano e molto indipendente, più legato ci dicono alla vita della City e alle partite di Criquet che non agli affetti familiari.
Fu così che lo spirito singolare di Agata Mary Clarissa Miller si forgiò in quegli anni libero e romantico, preda di facili passioni e leggermente pervaso di quell'ipocrita noncuranza che possono comprensibilmente ispirare anni e anni dedicati agli svaghi e alla vita di società di una debuttante ragazza inglese.
Non a caso i primi tentativi letterari della nostra autrice furono delle biografie romanzate scritte sotto pseudonimo che però riscossero poco successo, non è certo il primo caso in cui una carriera fulminante ed ineguagliabile in letteratura nasce da un insuccesso, e che la cosa ci sia di consolazione.
Agatha dunque sempre sull'onda di una visione romantica della vita sposò l'ancor giovane ed avvenente tenente Archibald Christie, futura promessa della mitica aviazione di Sua Maestà la regina. Ci dicono poi le cronache che proprio le esperienze vissute durante la Prima Guerra Mondiale furono artefici e ispiratrici della vena letteraria della Christie, che da esse attinse molte delle sue idee migliori, dal dispensario dove lavorava come infermiera per gli innumerevoli casi in cui compare immancabile il veleno, e da una colonia di immigrati conosciuti nel Devon per l'intramontabile personaggio di Hercule Poirot.
Ma senza alcun dubbio il protagonista meglio riuscito di Agatha è e rimane la povera piccola indifesa vecchietta sferruzzante, la mitica Jean Marple, la zietta ideale di ciascuno di noi, capace di applicare i prototipi dell'umana debolezza tipici di un caratteristico villaggio della campagna inglese, a tutte le poliedriche dimensioni della realtà circostante, dal lusso dei transatlantici, agli hotel della Riviera o alle spiagge dei Caraibi, perché come dice: " La natura umana è sempre la stessa".
E senz'altro la caratteristica dominante di questa maestra dell'intrigo è proprio la caratterizzazione dei personaggi, che balzano vivi dalle pagine, e si definiscono davanti ai nostri occhi grazie a poche e sapienti pennellate fin dalle prime righe, poi certo l'intreccio, lo schema, l'intrigo sempre uguale e pur sempre diversi ancora una volta motivano, se mai ce ne fosse bisogno, questo eccezionale successo di pubblico e di critica, che porta la Chrtistie ad essere probabilmente l'autrice più prolifica, più pubblicata, più tradotta e più letta nel maggior numero di paesi.
Certo alcuni l'hanno accusata di barare, di confondere come dire il lettore seminando false piste, o prospettando i fatti sotto una luce errata, presentando come dire, un'angolazione distorta, ma pur sempre reale, degli avvenimenti. Ma in fondo non è proprio questo il gioco e il mestiere di ogni scrittore che si rispetti?
E in questo le dobbiamo riconoscere una vera maestria, non per niente si mormora che la sua sparizione con collegata e opportuna crisi amnesica, e relativo battage pubblicitario e giornalisti sguinzagliati alla sua ricerca per mezza Inghilterra, scomparsa peraltro mai interamente spiegata, potrebbe essere stata forse la prima audace azione di marketing letterario mai sperimentata prima.
Dotata di innegabile senso dell'umorismo tipicamente inglese, la Christie ritrova la sua serenità dopo la scomparsa della mamma e il divorzio dal marito, a fianco di un bizzarro archeologo incontrato durante un viaggio in Mesopotamia, dando il via al filone più fortunato dei suoi libri.
La consacrano poi all'immortalità le innumerevoli e sconfinate repliche teatrali di Trappola per Topi, appositamente creato per il compleanno della regina madre nel 1947. e il travolgente successo di Dieci Piccoli Indiani, anch'esso felicemente ridotto per la rappresentazione teatrale con innegabile fortuna di pubblico e ampi riconoscimenti.
Ricordiamo di lei la dolcezza e la forza, il romanticismo e l'innegabile senso pratico tipicamente inglese che le fanno dire di suo marito: "Sono fortunata ad avere sposato un archeologo, è l'unico genere di uomo che più invecchi e più ti trova interessante.".
Il conferimento del titolo di Dama dell'Impero Britannico, e la traduzione delle sue opere in 103 lingue, la consegnano definitivamente al mito e alla leggenda, e la sua scomparsa il 12 Gennaio del 1976 suscita innumerevoli articoli di commiato vibranti di emozione e di rimpianto su tutta la stampa mondiale, di lei ci restano innumerevoli opere ancora oggi attuali e rivisitabili, e con lei Vi ricordiamo che "Ogni omicida è probabilmente il migliore amico di qualcuno."



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