1.5.1 Ristrutturazione edilizia: recuperare è meglio che costruire
Ripristinare il patrimonio edilizio esistente utilizzando le risorse disponibili è oggi la migliore tra le economie possibili.
E' anche la più ecologica dato che se si realizza evita di compromettere territori già saturi sotto il profilo abitativo e ai limiti della vivibilità. Inoltre il riuso implica la neces- sità di ristrutturare l'esistente:
per migliorare le condizioni di vita
per realizzare le abitazioni qualitativamente migliori
per aumentarne l'efficienza energetica
La ristrutturazione edilizia, soprattutto se condotta secondo principi ecologici, richiede costi minori di quelli degli interventi correnti, proprio per le specifiche decisioni che il progetti sta può assumere nei confronti delle preesistenze e del recupero delle strutture tradizionali.
Intervenire sul patrimonio abitativo potrebbe dunque configurarsi come il volano di una crescita economica rilevante e virtuosa, in grado di coniugare interessi multipli: produttivi, sociali e ambientali.
L'edilizia storica, per le stesse tecnologie costruttive e distributive utilizzate, ben si presta a processi di rinnova- mento, anche radicale, minimizzando gli sprechi. I vecchi edifici si sono continuamente evoluti nel corso degli anni. Tale processo è stato certamente favorito dalla semplicità strutturale dei manufatti e dalla qualità dei pochi materiali utilizzati: gli edifici possono essere "smontati" rendendo semplici le modifiche tipologiche e consentendo un'economica manutenzione o riparazione degli elementi ammalorati.
Dal passato possiamo apprendere una grande lezione: che gli edifici devono essere adattabili.
La società cambia e la stessa struttura della famiglia si trasforma nel breve arco dell'esistenza di una persona. Immaginare spazi sempre uguali per esigenze sempre diverse è come immaginare di non dover mai cambiar abito per tutta la nostra esistenza.
L'adattamento del patrimonio immobiliare è il nostro primario obiettivo. Farlo in maniera ecologica è quello che serve ai nostri figli.
Testi tratti da Distretto Bioedilizia