1.5.3 Recupero edilizio in crescita
Il censimento del 2001 calco- la 56,3 milioni di residenti che vivono in 10,9 milioni di edifici. Le abitazioni sono 26,5 milioni, quelle stabilmente occupate sono 21,3 milioni (80,4 %) mentre i restanti 5,2 milioni (19,6%) non sono occupate oppure sono occupate da non residenti. Gli edifici a uso non abitativo sono 1,9 milioni. Complessivamente, il 72% sono abitazioni di proprietà, mentre il 20% è in affitto e 1'8% è concesso in usufrutto.
Il CRESME (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l'Edilizia e il Territorio) ha elaborato i dati ISTAT rilevando che, all'anno 2000, circa il 73% degli edifici residenziali risulta costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale.
A partire dagli anni 80 si è assistito a una notevole crescita del mercato del recupero edilizio che assorbe oltre il 60% degli investimenti dell'intero comparto con la prospettiva di raggiungere l' 80% nel 2020 (CRESME, 2000). Un'inchiesta CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) del 1999 stima in 3.575.000 (oltre il 30% del totale) gli edifici a rischio di crollo, il 36,5% dei quali per vecchiaia e il 63,5% per difetti di costruzione.
Testi tratti da Distretto Bioedilizia