2.3.1 Il comfort termico
L'uomo è un meccanismo perfetto: consuma l'energia chimica contenuta nei cibi e la trasforma in altre forme di energia, prevalentemente termica. Per funzionare deve però mantenere pressoché costante la temperatura corporea interna intorno ai 37°C.
La pelle, invece, può accettare variazioni più elevate del- la temperatura superficiale, comportandosi come uno scambiatore di calore: un sistema di termoregolazione che disperde nell'ambiente il calore in eccesso per irraggiamento e per evaporazione.
Il corpo umano si regola in relazione alle condizioni ambientali in maniera automatica e dinamica. Il problema si pone quando le condizioni individuali (attività svolta, abbigliamento, fattori organici) e l'insieme dei parametri fisici fondamentali (temperatura, umidità, ventilazione e pressione) non consentono uno scambio termico ottimale, generando una situazione di malessere. Occorre quindi equilibrare:
~ Temperatura dell'aria
misura lo stato termico di un ambiente
~ Temperatura media radiante
delle superfici che delimitano l'ambiente. E' il fattore che determina maggiormente la sensazione di calore perché attiva lo scambio diretto per irraggiamento tra corpo umano e superfici contigue.
~ Velocità dell'aria, o ventilazione
che influisce sul benessere termico favorendo la dissipazione per convezione (temperatura dell'aria inferiore a quella corporea) o per sudorazione (elevata temperatura e umidità relativa)
~ Umidità relativa
E' il rapporto fra la quantità effettiva e massima di acqua contenuta in un Kg d'aria a temperatura costante.
A livelli elevati di umidità relativa l'aria è satura e non è più in grado di assorbire la parte evaporativa dello scambio termico provocando un senso di malessere, come in estate, quando ad elevate temperature dell'aria si asso- ciano elevati valori di umidità relativa. Un aumento di UR dellO % ha lo stesso effetto di un aumento di tempera- tura di 0,3°(.
Testi tratti da Distretto Bioedilizia