10 Ottobre 2009
amministratore
Di tutte le malattie che possono colpire il gatto la LEUCEMIA è tra le più temibili. Per poterla combattere occorre essere ben informati.
Si tratta di una malattia virale contagiosa appartenente alla stessa famiglia virale di quella che nell'uomo determina la sindrome da Immunodeficenza (AIDS). A tal proposito è bene subito far notare che questo virus del gatto non è assolutamente contagioso nè per l'uomo nè per il cane.
Ciò che caratterizza clinicamente questa malattia è la grande varietà di sintomi che l'animale affetto può presentare. Bisogna inoltre considerare la lentezza della loro evoluzione: dal momento dell'avvenuto contagio con il virus possono infatti passare molti mesi prima che i sintomi della malattia si manifestino.
Il virus distrugge gran parte delle cellule del midollo osseo provocando una forte anemia e la scomparsa delle cellule responsabili delle difese immunitarie dell'organismo. Tutto ciò favorisce l'ingresso di altre malattie batteriche o virali soprattutto di tipo cronico: infiammazioni del cavo orale, disturbi respiratori e gastrointestinali, in alcuni casi anche forme tumorali.
Un gatto infetto trasmette la malattia attraverso la saliva, le lacrime, le feci, le urine e il sangue. I gattini si possono infettare precocemente durante la vita intrauterina o con il latte materno; quindi se la madre è vaccinata i gattini risulteranno protetti per le prime 7/8 settimane. L'età più sensibile e più soggetta all'infezione è compresa tra i 4 e i 6 anni. I maschi, per l'atteggiamento aggressivo nei confronti dei loro simili, sono colpiti in misura 3-4 volte superiore rispetto alle femmine o ai maschi castrati.
L'esatta diagnosi della malattia viene accertata da Veterinario attraverso un esame del sangue che rivela la presenza del virus nell'organismo. Può essere fatta anche una diagnosi precoce ed individuare così anche gatti portatori sani del virus ma in grado di eliminarlo e quindi pericolosi per altri gatti.
Attualmente non si conosce alcuna cura medica in grado di uccidere questo virus; ed i trattamenti terapeutici che il Veterinario adotta hanno solo lo scopo di migliorare la qualità della vita del gatto affetto dalla Leucosi, ma purtroppo non è possibile rallentare il decorso della malattia o sperare in una guarigione definitiva.
ESISTE UN SISTEMA PREVENTIVO PER PROTEGGERE IL GATTO DALLA MALATTIA?
Fortunatamente sì. Oltre ad evitare il contatto tra gatti sani e contagiati (castrazione, isolamento, ecc...), esiste la possibilità di vaccinare i nostri gatti, soprattutto quelli risultati negativi al test ematologico ma con la possibilità di vagabondare nel vicinato dove potrebbero venire a contatto con altri gatti malati. La vaccinazione verrà eseguita durante il primo anno di vita dell'animale e poi richiamata annualmente.
LA LEUCOSI FELINA
Di tutte le malattie che possono colpire il gatto la LEUCEMIA è tra le più temibili. Per poterla combattere occorre essere ben informati.
Si tratta di una malattia virale contagiosa appartenente alla stessa famiglia virale di quella che nell'uomo determina la sindrome da Immunodeficenza (AIDS). A tal proposito è bene subito far notare che questo virus del gatto non è assolutamente contagioso nè per l'uomo nè per il cane.
Ciò che caratterizza clinicamente questa malattia è la grande varietà di sintomi che l'animale affetto può presentare. Bisogna inoltre considerare la lentezza della loro evoluzione: dal momento dell'avvenuto contagio con il virus possono infatti passare molti mesi prima che i sintomi della malattia si manifestino.
Il virus distrugge gran parte delle cellule del midollo osseo provocando una forte anemia e la scomparsa delle cellule responsabili delle difese immunitarie dell'organismo. Tutto ciò favorisce l'ingresso di altre malattie batteriche o virali soprattutto di tipo cronico: infiammazioni del cavo orale, disturbi respiratori e gastrointestinali, in alcuni casi anche forme tumorali.
Un gatto infetto trasmette la malattia attraverso la saliva, le lacrime, le feci, le urine e il sangue. I gattini si possono infettare precocemente durante la vita intrauterina o con il latte materno; quindi se la madre è vaccinata i gattini risulteranno protetti per le prime 7/8 settimane. L'età più sensibile e più soggetta all'infezione è compresa tra i 4 e i 6 anni. I maschi, per l'atteggiamento aggressivo nei confronti dei loro simili, sono colpiti in misura 3-4 volte superiore rispetto alle femmine o ai maschi castrati.
L'esatta diagnosi della malattia viene accertata da Veterinario attraverso un esame del sangue che rivela la presenza del virus nell'organismo. Può essere fatta anche una diagnosi precoce ed individuare così anche gatti portatori sani del virus ma in grado di eliminarlo e quindi pericolosi per altri gatti.
Attualmente non si conosce alcuna cura medica in grado di uccidere questo virus; ed i trattamenti terapeutici che il Veterinario adotta hanno solo lo scopo di migliorare la qualità della vita del gatto affetto dalla Leucosi, ma purtroppo non è possibile rallentare il decorso della malattia o sperare in una guarigione definitiva.
ESISTE UN SISTEMA PREVENTIVO PER PROTEGGERE IL GATTO DALLA MALATTIA?
Fortunatamente sì. Oltre ad evitare il contatto tra gatti sani e contagiati (castrazione, isolamento, ecc...), esiste la possibilità di vaccinare i nostri gatti, soprattutto quelli risultati negativi al test ematologico ma con la possibilità di vagabondare nel vicinato dove potrebbero venire a contatto con altri gatti malati. La vaccinazione verrà eseguita durante il primo anno di vita dell'animale e poi richiamata annualmente.