tempolibero
10 Ottobre 2009 amministratore

Premio e punizione

Un’altra cosa che ho insegnato ai miei figli è che il significato di punizione a posteriori, cioè la punizione che viene inferta dopo che è avvenuto un fatto indesiderato, non ha alcun significato in natura.

Le punizioni messe in atto dalla mamma gatta sono dei brevissimi colpetti dati con i polpastrelli della zampa anteriore sul naso del gattino oppure delle leggere graffiate date coi posteriori sulla pancia mentre con gli anteriori il gattino viene tenuto fermo (capite ora perché i gatti non amano le coccole sulla pancia, oppure perché non sopportano essere spazzolati sull’addome?). Ma attenzione, queste punizioni sono messe in atto esclusivamente per interrompere un azione che il gattino sta facendo in quel momento!

Per il nostro gatto essere preso, magari mentre dorme o gioca, e portato davanti a qualche guaio che ha combinato anche solo due minuti prima e poi punito, oltretutto fisicamente, non è solo senza senso e quindi inaccettabile, ma tale da fargli dubitare della vostra sanità di mente. Risultato piuttosto deleterio per un educatore, non trovate?

Ricordiamoci sempre che l’unica punizione accettabile è quella che interrompe l’azione che il gatto sta effettuando e per fare ciò basta alzare la voce dicendo un “No!” secco o battere le mani. Se vogliamo che impari dei comportamenti corretti, è più utile premiare il nostro amico felino, otterremo molto di più senza rovinare la nostra relazione umano-gatto.

 
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