Premio e punizione
Un’altra cosa che ho insegnato ai miei figli è che il significato
di punizione a posteriori, cioè la punizione che viene inferta
dopo che è avvenuto un fatto indesiderato, non ha alcun
significato in natura.
Le punizioni messe in atto dalla mamma gatta sono dei
brevissimi colpetti dati con i polpastrelli della zampa anteriore
sul naso del gattino oppure delle leggere graffiate date coi
posteriori sulla pancia mentre con gli anteriori il gattino viene
tenuto fermo (capite ora perché i gatti non amano le coccole
sulla pancia, oppure perché non sopportano essere spazzolati
sull’addome?). Ma attenzione, queste punizioni sono messe
in atto esclusivamente per interrompere un azione che il gattino
sta facendo in quel momento!
Per il nostro gatto essere preso, magari mentre dorme o gioca,
e portato davanti a qualche guaio che ha combinato anche solo
due minuti prima e poi punito, oltretutto fisicamente, non è solo
senza senso e quindi inaccettabile, ma tale da fargli dubitare
della vostra sanità di mente. Risultato piuttosto deleterio
per un educatore, non trovate?
Ricordiamoci sempre che l’unica punizione accettabile è quella
che interrompe l’azione che il gatto sta effettuando e per fare ciò
basta alzare la voce dicendo un “No!” secco o battere le mani.
Se vogliamo che impari dei comportamenti corretti, è più utile
premiare il nostro amico felino, otterremo molto di più senza
rovinare la nostra relazione umano-gatto.
