Allarme denti
Il pelo rovinato può indicare anche mal di denti, il gatto ha
la bocca malandata e a causa del dolore non si lecca più,
rinuncia alla pulizia per cui è così famoso.
E sono sempre più
i gatti con gengiviti, stomatiti, denti marci, radici scoperte e altro
ancora. Non solo i mici di casa, ma anche quelli di strade
e cortili. Lo si vede chiaramente se assumono il cibo con
fatica o addirittura urlando quando masticano o, ancora
peggio, dal fatto che non riescono proprio a mangiare.
Così la consolidata pratica di gestione dei gatti liberi – cattura,
controllo, castrazione, rimetti in libertà nella colonia di origine –
rischia di essere inutile. Se, alla fine di tutto ciò, il gatto non
riesce a mangiare a causa dei dolorosi problemi orali, tutta
questa fatica è inutile e costosa per la gattara e tragica
per l’animale che può anche morire, se non di fame, per
le malattie che facilmente insorgono in un organismo debilitato.
Serve un veterinario esperto di odontostomatologia,
che rimetta a posto la bocca, togliendo i denti, pulendo
le sacche infette, ecc. Prima dell’operazione (che si fa in anestesia
totale) è consigliabile somministrare antibiotici.
Dopo l’operazione, gli antibiotici vanno dati molto a lungo,
anche per un mese. È consigliabile somministrarli per iniezione,
almeno i primi giorni, quando il gatto ha molto dolore in bocca.
Dunque il gatto deve essere ricoverato e tenuto sotto controllo. È sbagliato, vedendo un gatto con denti e gengive rovinati,
dargli del cortisone e poi liberarlo.
Sul momento
l’infiammazione si calma, ma poi ritorna, con tutti i problemi
connessi. Ci sono poi gatti che, nonostante l’operazione,
continuano ad avere problemi e a cui sarà necessario
somministrare per sempre, circa una volta al mese,
del cortisone per iniezione. Se si tratta di un gatto libero, deve
essere riacciuffabile al momento giusto, quando non riesce più
a mangiare. E la gattara deve essere in grado di capirlo.