Come si deve custodire un gatto? E se scappa?
L’articolo 672 del Codice penale, depenalizzato ma sempre valido,
punisce l’omessa custodia e malgoverno di animali: “1. Chiunque
lascia liberi o non custodisce con le debite cautele animali pericolosi
da lui posseduti o ne affida la custodia a persona inesperta è punito
con l’ammenda fino a 250 euro. Alla stessa pena soggiace: (…)
2) chi aizza o spaventa animali in modo da mettere in pericolo
l’incolumità delle persone”.
L’articolo 2052 del Codice civile prescrive che “il proprietario
di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso,
è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto
la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi
il caso fortuito”.
In tutto il territorio del Lazio vige la Legge regionale 21 ottobre
1997, n.34 “Tutela degli animali di affezione e prevenzione
del randagismo” che all’articolo 19 recita:
“1. Chiunque possiede o detiene animali, a qualunque titolo,
è obbligato a provvedere ad un trattamento adeguato alla specie,
al mantenimento ed alla nutrizione degli stessi.
2. Gli animali devono disporre di uno spazio sufficiente, fornito
di tettoia idonea a ripararli dalle intemperie e tale, salvo speciali
controindicazioni, da consentire un adeguato movimento (…).
3. È fatto divieto a chiunque di custodire presso la propria abitazione
o in altri locali, in proprietà o in detenzione, animali domestici
in condizioni tali che rechino nocumento all’igiene, alla salute ed
alla quiete delle persone nonchè pregiudizio agli animali stessi”.
La sanzione prevista per i contravventori, articolo 24 comma 5,
va da 1.54,93 a 1.549,37 euro.
Secondo l’articolo 2 del Decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 28.2.2003 che ha recepito l’Accordo Stato-Regioni 6
febbraio 2003 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.51 del 3 marzo
2003, “le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano
si impegnano a prevedere disposizioni specifiche che individuino
responsabilità e doveri del detentore dell’animale da compagnia
stabilendo che chiunque conviva con un animale da compagnia
o abbia accettato di occuparsene è responsabile della sua salute e
del suo benessere e deve provvedere alla sua sistemazione e fornirgli
adeguate cure ed attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici
ed etologici secondo l’età, il sesso, la specie e la razza ed in particolare:
a) rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con tempistica
adeguata; b) assicurargli le necessarie cure sanitarie ed un adeguato
livello di benessere fisico e etologico; c) consentirgli un’adeguata possibilità
di esercizio fisico; d) prendere ogni possibile precauzione per impedirne la
fuga; e) garantire la tutela di terzi da aggressioni; f) assicurare la regolare
pulizia degli spazi di dimora degli animali”.