Come scegliere un amico
Convivere con un animale domestico, cioè geneticamente
abituato al contatto con l’uomo, richiede di prendere degli
impegni diversi a seconda del genere di animale (con i selvatici anche se ammansiti la convivenza è sempre
un’imposizione). Per i cani siamo a conoscenza delle
caratteristiche dell’impegno richiesto.
Sappiamo che non rispettare queste esigenze può creare
problemi fisici e psicologici all’animale.
- L’animale non può essere lasciato solo per periodi della
giornata troppo lunghi (otto ore si ritiene il massimo).
- Deve poter fare delle passeggiate giornaliere.
- Deve poter avere una attività fisica quotidiana.
- Deve poter avere una attività sociale.
L’entità delle attenzioni e dell’impegno varia sulla base delle
caratteristiche fisiche e caratteriali che, in parte, possono
essere previste con la scelta della razza o con la conoscenza
dei genitori dei cuccioli (se si sceglie di adottare un cucciolo
non di razza).
La scelta della razza, se si vuole scegliere un cane
di razza, andrebbe tenuta di conto soprattutto per questo
motivo e non per ragioni estetiche o di moda.
Le razze sono state create apposta per gli usi che si volevano
fare degli animali (ciò vale anche per le altre specie) e quindi
per avere dopo la nascita le caratteristiche previste.
La selezione genetica è divenuta un fenomeno più spinto
solo negli ultimi due secoli.
Se le razze non fossero mai esistite, cioè se gli animali
si fossero riprodotti liberamente, probabilmente avremo
un solo tipo di cane con caratteristiche molto simili
tra tutti gli individui della specie; e con molto più somiglianza
al cane che migliaia di anni fà l’uomo primitivo ha
addomesticato. Fenomeno che è avvenuto con profitto
anche dello stesso cane, tanto che si parla di
“codomesticazione” per quanto queste due specie
hanno collaborato nei millenni.
È strano che l’uomo più moderno, evoluto e colto, adesso
invece abbia dei problemi con delle razze che proprio lui ha
costituito!
Per la ponderazione degli elementi della scelta di
un cane, bisogna parlare con persone qualificate a dare
delle indicazioni. Molte persone sono qualificate ma talune
pensano solamente di esserlo quindi, per andare sul sicuro,
è bene parlare con un veterinario che si occupi
di comportamento.
di Pasqualino Santori
Veterinario comportamentalista, Presidente del Comitato di Bioetica per la Veterinaria
presso l’Ordine dei Veterinari della Provincia di Roma e membro del Comitato Nazionale
di Bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri.